Consenso informato all’invio delle PEC

By Basilio Speziale at settembre 13, 2022 19.14
Filed Under: Sette - Gestionale, Fattura elettronica, Nuove funzioni

Una delle funzioni più apprezzate di SETTE consiste nella possibilità di inviare email sia come posta elettronica ordinaria che come certificata. La capacità di fuzionare come client per l’invio delle PEC e di primaria importanza nella gestione della fatturazione elettronica, a tal proposto vi ricordo che SETTE non vincola l’utente all’utilizzo di intermediari ma è in grado di recapitare i docomenti xml direttamente al sistema di interscambio di Agenzia delle Entrate cosa che comporta una maggior celerità nella consegna al destinatario finale e non da meno una totale assenza canoni e costi periodici inevitabilmente derivanti dall’uso di un intermediario.

 

Prima dell’invio di un messaggio di posta certificata SETTE necessita l’apposizione di un segno di spunta ad indicare l’aver preso visione del fatto che l’unico soggetto in grado di fornire conferma legale dell’avvenuto invio e consegna del messaggio è il fornitore del servizio di posta elettronica certificata, servzio nei confronti del quale SETTE agisce semplicemente da fruitore.

 

Dalla versione 2207 sarà possibile esprimere il consenso una prima volta e chiedere a SETTE di ricordarsene. Questo permettera all’utente di evitare per tutti gli invii successivi di apporre il segno di spunta.

 


Ovviamente così come si può cheiedere di memorizzare il consenso, è possibile con un semplice click toglierlo, in questo caso si tornerà a dover aggiungere il segno di spunta prima di ogni invio.

 

Gestione documento AUTOFATTURA

By Basilio Speziale at luglio 30, 2022 12.12
Filed Under: Sette - Gestionale, Fattura elettronica, Nuove funzioni

Dal 1 luglio 2022, per gli acquisti di beni e servizi da fornitori non stabiliti nel territorio dello Stato, tutti noi dovremo comunicare i dati delle relativi a tali operazioni all’Agenzia delle Entrate tramite l’invio al sistema di interscambio (SDI) di Autofattura tramite documento XML contraddistinto dai codici TD17, TD18 e TD19 a seconda della tipologia di operazione effettuata.

 

Ma cosa è un’autofattura ?

L’autofattura è un documento con valenza fiscale, che certifica la spesa di un bene o servizio, in cui il soggetto trasmittente ed il destinatario corrispondono. Si tratta di un tipo di fattura molto particolare che prevede che l’obbligo di applicazione dell’Iva e dell’emissione di fattura sia a carico del destinatario. Vista la particolarità di questo documento, un’autofattura da emessa solo in casi particolari e strettamente codificati dalle normative fiscali.

In altre parole l'autofattura è un documento emesso da te cliente per conto del tuo fornitore. Questo significa che il tuo fornitore sarà il cedente e la tua anagrafica deve essere inserita come committente/cliente.

 

SETTE è in grado di gestire le tipologie di documenti autofattura xml TD17, TD18, TD19 oltre alla TD16 ed alla TD20 che come vedremo di seguito presenta delle particolari condizioni di applicabilità.

 

Ma vediamo per ogni uno dei casi una breve anche se non esaustiva descrizione ricavata dal documento “GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLE FATTURE ELETTRONICHE E DELL’ESTEROMETRO” distribuito da Agenzia delle Entrate.

 

Di seguito la sigla C/P indica il Cedente/Prestatore, mentre la sigla C/C indica il Cessionario/Commettente. Le due sigle tradotte dal burocratese al linguaggio da comune mortale altri non sono che il fornitore è il cliente.


TD16 - INTEGRAZIONE FATTURA DA REVERSE CHARGE INTERNO

 

Operazione interna effettuata in regime di inversione contabile, ai sensi dell’articolo 17 del d.P.R. n. 633/72. Il C/P ha emesso una fattura elettronica (ad esempio TD01 o TD02 o TD24) con uno dei sottocodici di N6, la quale deve essere integrata dal C/C, indicando aliquota e imposta dovuta. Per integrare la fattura ricevuta (la quale è normalmente una fattura elettronica) nell’ipotesi di reverse charge interno, il C/C può effettuare attraverso lo SDI l’integrazione della fattura (che con la fattura cartacea avveniva scrivendo sulla stessa) usando il tipo documento TD16, che sarà recapitato solo a se stesso (dato che è quest'ultimo a essere tenuto a integrare l'IVA in fattura).


TD17 - INTEGRAZIONE/AUTOFATTURA PER ACQUISTO SERVIZI DALL'ESTERO

 

Il C/P estero (anche residente nella Repubblica di San Marino o nello Stato della Città del Vaticano) emette una fattura per prestazioni di servizi al C/C residente o stabilito nel territorio nazionale indicando l’imponibile ma non la relativa imposta in quanto l’operazione, vista dal lato dell’emittente, è non soggetta ed è imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal committente residente o stabilito in Italia.
Il C/C, ai sensi dell’articolo 17, secondo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, deve integrare il documento ricevuto (nel caso di servizi intracomunitari) o emettere un’autofattura (nel caso di servizi extra-comunitari) per indicare l’imposta dovuta che dovrà poi confluire nella propria liquidazione. Può, a tal fine, predisporre un altro documento, ad integrazione della fattura ricevuta dal soggetto passivo comunitario ed inviarlo tramite SDI con tipo documento TD17 che sarà recapitato al solo soggetto emittente.


TD18 - INTEGRAZIONE PER ACQUISTO DI BENI INTRACOMUNITARI

 

Il C/P residente in altro paese UE emette una fattura per la vendita di beni al C/C residente o stabilito nel territorio nazionale indicando l’imponibile ma non la relativa imposta in quanto l’operazione vista dal lato dell’emittente, è non imponibile nel Paese di residenza del cedente, mentre è imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal cessionario.
Il C/C, ai sensi dell’articolo 46 del d.l. n. 331 del 1993, deve integrare il documento ricevuto per indicare l’imposta dovuta che dovrà poi confluire nella propria liquidazione. Può, a tal fine, predisporre un altro documento, ad integrazione della fattura ricevuta dal soggetto passivo comunitario, ed inviarlo tramite SDI con tipo documento TD18 che verrà recapitato solo al soggetto emittente (dato che è quest'ultimo ad essere tenuto ad integrare l'Iva in fattura).


TD19 INTEGRAZIONE/AUTOFATTURA PER ACQUISTO DI BENI EX ART. 17 C.2 D.P.R. 633/72


Il C/P estero emette una fattura per la vendita di beni già presenti in Italia (non sono quindi importazioni o acquisti intracomunitari) al C/C residente o stabilito nel territorio nazionale, indicando l’imponibile ma non la relativa imposta in quanto l’operazione vista dal lato dell’emittente, è non soggetta, imponibile in Italia e l’imposta è assolta dal cessionario.
Il C/C, ai sensi dell’articolo 17, secondo comma del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, deve integrare il documento ricevuto (nel caso di C/P intracomunitario) o emettere un’autofattura (nel caso di C/P extra-comunitario) per indicare l’imposta dovuta che dovrà poi confluire nella propria liquidazione. Può, a tal fine, predisporre un altro documento, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della fattura ricevuta dal fornitore estero, ed inviarlo tramite SDI con tipo documento TD19 che verrà recapitata solo al soggetto emittente.


TD20 AUTOFATTURA PER REGOLARIZZAZIONE E INTEGRAZIONE DELLE FATTURE (EX ART. 6 COMMI 8 E 9-BIS D. LGS. 471/97 O ART. 46 C.5 D.L. 331/93)


I Casi sono due:

  1. Il C/C nei casi riportati nell’articolo 6, comma 8, del d. lgs. n. 471/1997, ossia nel caso di omessa fattura da parte del cedente/prestatore o di ricezione di una fattura irregolare, previo versamento dell’IVA con F24 ove richiesto, deve emettere un’autofattura con tipologia “TipoDocumento” TD20, indicando l’imponibile, la relativa imposta e gli importi per i quali non si applica l’imposta. Nell’autofattura dovrà indicare come C/P l’effettivo cedente o prestatore e come C/C se stesso

  2. Il C/C nei casi riportati nell’articolo 46, comma 5 del d.l. n. 331/1993, ossia di un acquisto intracomunitario di cui all'articolo 38, commi 2 e 3, lettere b) e c), nel caso in cui non abbia ricevuto la relativa fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione oppure abbia ricevuto una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, deve emettere un’autofattura nei casi delineati dalla medesima norma e può farlo trasmettendo allo SDI una tipologia “TipoDocumento” TD20, indicando l’imponibile, la relativa imposta e gli importi per i quali non si applica l’imposta. Nell’autofattura dovrà indicare come C/P l’effettivo cedente o prestatore e come C/C se stesso.

 

Per una maggiore comprensione dei casi di applicazione e del dettaglio sulle modalità di emissione dei vari tipi di documenti xml vi rimando alla lettura del documento di Agenzia delle Entrate sopra indicato ed o a suoi futuri aggiornamenti.

 

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/451259/Guida_compilazione-FE_2022-02-04.pdf/e6fcdd04-a7bd-e6f2-ced4-cac04403a768?version=1.2

 

Importante:

Vista la “delicatezza” delle tipologie di documento descritte vi invito sempre a consltarvi con il vostro commercialista prima di procedere con l’emissione dello stesso

 

Fattura elettronica ad ente del SSN – Nodo Smistamento Ordini

By Basilio Speziale at luglio 07, 2022 18.15
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Dal gennaio 2022 tutti gli enti apparteneti al Servizio Sanitario Nazionale possono dar luogo alla liquidazione ed al successivo pagamento di fatture elettroniche solo se queste riportano correttamente gli estremi del relativo ordine di acquisto emesso dall’ente stesso tramite il Nodo Smistamento Ordini.

Molto brevemete: cosa è il “Nodo Smistamento Ordini”

Seguendo la definizione ufficiale, il Nodo di smistamento degli ordini di acquisto (NSO) è il sistema per la validazione e la trasmissione dei documenti elettronici attestanti l’Ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di beni e servizi della pubblica amministrazione, gestito dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Di fatto consiste in una sorta di sistema quasi gemello del Sistema di interscambio SDI differente sostanzialmente per il fatto che gestisce gli ordini emessi dagli enti del servizio sanitario verso i propri fornitori.

Quidi:


  •   - L’ente emette l’ordine indirizzato al proprio fornitore tramite la piattaforma NSO
  •   - Il fonitore riceve l’ordine sempre tramite la piattaforma NSO o altro sistema autorizzato
  •   - Il fornitore emette fattura elettronica all’ente tramite Sistema di interscambio (SDI) riportando le informazioni indicate nell’ordine ricevuto tramite piattaforma NSO.

 

Le informazioni contenute nell’ordne di acquisto e che ci necessitano per l’emissione della fattura elettronica sono in genere chiamate “Tripletta di identificazione” che come intuibile dal nome è composta da tre informazioni


  • - L’identificativo del documento ossia il numero che identifica l’ordine (campo “Identificativo del documento” dell’ordine NSO)
  • - La data dell’ordine è la data di emissione dello stesso (campo “Data Documento” dell’ordine NSO)
  • - L’EndoPoint ID ossia un codice che identifica chi ha emesso l’ordine (campo “Endpoint Cliente” dell’ordine NSO) in genere, ma non necessariamente, formato dal codice univoco ufficio preceduto e/o seguito da “#” e/o dal codice “021:”

 

Vediamo adesso di capire dove inserire in SETTE la tripletta delle informazioni in fase di emissione della fattura elettronica. Per farlo utilizzaremao la nomenclatura standard riportata nelle specifice tecniche di fattura XML


  • - 2.1.2.2 DatiOrdineAcquisto/IdDocumento → Numero Ordine
  • - 2.1.2.3 DatiOrnineAcquisto/Data → Data Dell’ordine
  • - 2.1.2.5 DatiOrdineAcquisto/CodiceCommessa → Endopoint Cliente

 


Non dimenticate comunque di assegnare il formato “Pubblica Amministrazione” dall’anagrafica cliente di SETE e di riportare, se richiesti, i codici CIP e CUP ed ovviamente di firmare il documento prima di inviarlo al sistema di interscambio.

 

Pulsante “Mostra Password” da usare solo al riparo da sguardi indiscreti

By Basilio Speziale at giugno 17, 2022 20.15
Filed Under: Blog, Sette - Gestionale

Implementata la nuova funzionalità di “Mostra la Password” per tutte quelle configurazioni dove è necessario che SETTE memorizzi una password per successivamente accedere ad un dato servizio, ad esempio la posta elettronica, senza doverla ogni volta digitare.

La funzione è implementata tramite un piccolo pulsante integrato alla destra del campo di inserimento, questo premette a SETTE di mostrerà la password in esso contenuta invece dei classici asterischi che ne nascondono il valore.

Vi ricordo che tale funzione essendo di fatto in grado di svelare una informazione sensibile va utilizzata con parsimonia e soprattutto lontano da occhi indiscreti ossia accertandosi che niente e/o nessuno stia guardando o stia utilizzando il programma senza esserne autorizzato.

Vi ricordo che è possibile regolamentare l’accesso a SETTE utilizzando delle credenziali nella forma di nome utente e password e che questo possono anche essere integrate con quelle utilizzate per l’accesso al PC.



Trattando di password due parole in più sono d’obbligo.

Quando decidete una nuova password o meglio imprecate sul fatto che un’applicazione vi costringe ad utilizzarne una, pensate cosa potrebbe succedere se la porta d’ingresso di casa vostra fosse priva di serratura o avesse una serratura del tutto inadeguata, in tal caso quale sarebbe la probabilità che vi svaligino casa ?

In una buona parte di casi di “attacchi hacker” il sistema attaccato praticamente era protetto da password banali o peggio quelle di default del dispositivo cosa che senza dubbio rende decisamente semplice all’attaccante il raggiungimento del suo scopo. Molto spesso ci si ritrova con il malvivente in “casa” grazie al fatto che gli sono state lasciate le porte aperte.

 

Un giochetto molto semplice da fare per capire la vulnerabilità delle vostre serrature è questo
Pensate a :

- La vostra data di nascita
- La data di nascita di una persona a voi cara (figlia/figlio, consorte e similari)

- Il nome o i nomi accorpati dei vostri figli

- Il nome del vostro amato cagnolino

- Il vostro sport preferito e/o squadra e/o campione del cuore

 

Potrei andare avanti per un bel po ma vi assicuro che i casi descritti sopra coprono almeno l’ottanta percento delle password oggi attive in tutto il pianeta, cosa che ovviamente rende la vita molto più semplice a chi voglia intrufolarsi nella vostra vita digitale.

 

Morale della favola !
Scegliete sempre password composte da lettere, numeri, simboli. Mischiate lettere maiuscole e minuscole e fate in modo che siano lunghe almeno 10 caratteri, cambiate spesso e soprattutto NON USATE LA STESSA PASSWORD per tutti i vostri account percheè se malauguratamente questa dovesse cadere in mani nemiche praticamente siete fritti.

So che password complesse risultano difficili da ricordare ma spero abiate capito qual'è l'alternativa.

Per completare il discorso vorrei fare un ultimo appello a tutti gli installatori di impianti di videosorveglianza, quando installate un DVR cambiate sta benedetta password di default e possibilmente non con la vostra data di nascita.

 

Invio email a supervisore in caso di errore su documento

By Basilio Speziale at aprile 03, 2022 19.48
Filed Under: Sette - Gestionale, Nuove funzioni

Vi siete mai chiesti se un programma per calcolatori può essere esente da errori ? Ovvero siamo sicuri che questi si comporti sempre in maniera corretta o comunque come ci si aspetta qualsiasi siano la condizioni d'ingresso e/o la catena di eventi generata.

Qualsiasi persona si occupi di informatica risponderà sicuramente “NO”, una risposta diversa può solo indicare che quella persona fa qualche altro mestiere e di software ne mastica veramente poco. Il corretto comportamento di qualsiasi software deterministico in risposta ad un generico evento a questi sottopo è sempre probabilistico ossia si ha una probabilità più o meno alta che questi faccia la cosa che ci aspettiamo.

Una delle cose che sicuramente distingue un programma fatto bene da uno fatto meno bene sono le metodologie usate per il suo sviluppo, queste devono mirare a ridurre quanto più possibile la probabilità di introdurre errori nel software oltre a permettere di intervenire per risolvere i malfunzionamenti senza introdurre altri problemi. Ovviamente una buona progettazione e una altrettanto buona implementazione fanno la loro parte nell'ottenere un prodotto quanto più possibile esente da comportamenti anomali.
Un programma è un sistema complesso e come tale può trovarsi in condizioni di ogni tipo e se incappa in una condizione non gestita ecco che salta fuori il comportamento anomalo.

Morale della storia è che con la probabilità di un malfunzionamento, bassa per quanto sia, comunque si deve convivere.

Nel contesto appena descritto uno dei meccanismi implementati in SETTE per la gestione degli errori imprevisti è quello di avvisare, tramite l'invio di un messaggio di posta elettronica, del verificarsi di un errore durante la fase di aggiornamento dei documenti fiscali in modo da tener traccia dell'evento indesideratao e far si che questi non passi inosservato.

Vi starete chiedendo, che bisogno c'è di inviare una mail in caso di errore non basta mostrare un messaggio che informi dell'accaduto. Tenete conto che l'utente medio, qualisasi software stia usando, difficilmente legge i messaggi di errore emessi, tipicamente quando chiede assistenza riferisce “il programma ha dato un errore” e alla domanda “cosa c'era scritto nell'errore” nove volte su dieci la risposta è “Bo! non ho letto”.

Per abilitare la funzione di invio della mail è necessario innanzitutto configurare correttamente i parametri per l'invio della posta elettronica tramite l'apposita sezione presente in “Parametri di Base” successivamente va configurato l'indirizzo email del supervisore ossia l'indirizzo email della persona che dovrà ricevere in tempo reale il messaggio e per finire attivata l'opzione relativa all'invio in caso di errore su documento.


Basilio Speziale

Laureato in Scienze dell'Informazione presso l'università degli studi di Bari nel 1989, nonchè perito in elettronica industriale.